Ho letto con grande interesse il libro del dottor Speciani “Vivere senza problemi alla tiroide” in cui viene proposta una lettura inusuale dell’ipotiroidismo e della tiroidite di Hashimoto. Lo stile di vita viene identificato come una tra le cause più importanti: in particolare come ci nutriamo ogni giorno (…)
23 Dicembre 2025
L’ALIMENTAZIONE PUO’ SOSTENERE LA TIROIDE IN IPO?

Ho letto con grande interesse il libro del dottor Speciani “Vivere senza problemi alla tiroide” in cui viene proposta una lettura inusuale dell’ipotiroidismo e della tiroidite di Hashimoto. Lo stile di vita viene identificato come una tra le cause più importanti: in particolare come ci nutriamo ogni giorno.
Analisi alquanto illuminante soprattutto per una Naturopata come me che cerca di portare benessere e riequilibrio lavorando proprio sullo stile di vita e, in particolare, sull’alimentazione.
Ma cerchiamo di capire, per prima cosa, che cosa è la tiroide e che tipo di lavoro fa nell’organismo.
La tiroide è un piccolo organo, situato alla base del collo e attaccata alla trachea, che produce ogni giorno gli ormoni tiroidei che servono principalmente per regolare il metabolismo dell’organismo ossia l’insieme dei processi chimici che il corpo usa per trasformare il cibo in energia. Se vengono prodotti tanti ormoni i consumi energetici saranno elevati e l’accumulo di grasso ridotto, se vengono prodotti pochi ormoni i consumi saranno ridotti e l’accumulo di grasso sarà maggiore.
Se utilizziamo un’immagine possiamo pensare alla tiroide come ad un termostato in grado di regolare il livello di spreco energetico o di risparmio energetico.

Ma chi regola il termostato? E’ l’asse ipotalamo-ipofisi: due organi che si trovano nel cervello e che regolano organi e ormoni.
Se pensiamo ad un’impresa, l’ipotalamo può essere visto come il “capo dell’impresa”, l’ipofisi il “caposquadra”, la tiroide “l’operaio” che esegue gli ordini. Quindi la tiroide è solo un organo che esegue un ordine.
E quale ordine esegue la tiroide? la tiroide esegue l’ordine dell’ipotalamo-ipofisi di produrre una certa quantità di ormone che dice all’organismo quanto può trattenere di energia da cibo accumulandola in grasso e quanto può sprecarla in calore.
Utilizziamo la metafora della stufa per capire meglio il lavoro che fa la tiroide: la stufa brucia la legna per scaldare la casa, la legna è immagazzinata per l’inverno nella legnaia, ovviamente il proprietario della casa ha interesse a mantenere una legnaia con la giusta quantità di legna, non in eccesso perché gli costerebbe troppo dovendone anticipare il costo.

In questa metafora:
- il proprietario della casa è l’ipotalamo,
- la casa è il nostro organismo,
- la stufa è la tiroide,
- la legna è il cibo,
- la legnaia è il tessuto adiposo.
TIROIDE IN EQUILIBRIO
Ipotizziamo un primo caso in cui la temperatura esterna è molto bassa e richiede molta legna da mettere nella stufa: ma siccome i rifornimenti di legna sono frequenti ed abbondanti, non è necessario fare tante scorte che rimangono quindi basse e la stufa lavora a pieno regime riscaldando la casa. E’ la situazione di tiroide in equilibrio.
TIROIDE IN SQUILIBRIO: IPOTIROIDISMO
Ipotizziamo un secondo caso in cui la temperatura esterna è sempre molto bassa ma i rifornimenti di legna non sono costanti. La stufa fa sempre il suo lavoro ma il proprietario della casa ipotalamo deve adottare dei provvedimenti per non rimanere sfornito di legna e al freddo: riduce la potenza della stufa (per esempio accettando 20 gradi invece che 22 gradi e chiudendo magari la porta di qualche stanza) e magari aumenta le scorte di legna (cibo) in legnaia (tessuto adiposo).
Se questa situazione è temporanea e dopo poco il rifornimento di legna (cibo) ritorna costante ed abbondante, tutto ritorna regolare come nel primo caso.
Qualora invece la situazione di poca legna (cibo) permanesse (dieta ipocalorica, malnutrizione da cibo di bassa qualità, malassorbimento intestinale…) le modifiche si potrebbero stabilizzare e portare al funzionamento della stufa a regime ridotto.
E’ il caso in cui la tiroide è in ipotiroidismo.
Quindi la stufa brucerà a regime ridotto e la legnaia sarà sempre più piena perché il proprietario non ha la certezza che i rifornimenti di legna arrivino in futuro pertanto deciderà di utilizzare la stufa a basso regime, per sicurezza.
Se il padrone è incerto per il futuro manterrà la stufa a regime ridotto.
Ma sulla base di quale informazione l’ipotalamo riesce ad essere certo o incerto sul futuro? E a dare quindi il comando alla tiroide di consumare energia o di immagazzinarla?
E’ la leptina la molecola-messaggero che da’ all’ipotalamo questa informazione.
La leptina è l’ormone della sazietà, viene prodotto principalmente dal grasso corporeo e regola l’appetito ed il metabolismo.
Quando sono sazio le cellule adipose producono leptina che comunica all’ipotalamo la sazietà, l’aumento del consumo energetico e di non aver bisogno di mangiare ulteriormente. Viceversa, quando si mangia poco, la leptina si riduce, comunica all’ipotalamo che c’è “carestia” e di ridurre il metabolismo per creare riserve per i tempi difficili.
In altre parole: se viene prodotta la leptina – ossia quando vengono pienamente soddisfatti i fabbisogni energetici dell’organismo mangiando cibo nutriente – l’ipotalamo attiva con forza la tiroide e le ordina di lavorare per mantenere in efficienza il metabolismo e di bruciare energia. In caso contrario la tiroide rallenta.

Se non si mangia a sufficienza, viene inviato all’ipotalamo il segnale della “carestia”, quindi il corpo si difende rallentando i consumi e la tiroide è il primo organo a rispondere in questa direzione.
E’ il caso delle diete ipocaloriche o dell’assunzione di cibo a bassa densità nutrizionale in quanto eccessivamente trasformato, raffinato e ricco di zuccheri, lontano dal cibo fresco e “vero”, è il caso degli anziani, di malassorbimento intestinale, di malattie infiammatorie intestinali ecc…
Quindi una causa che genera rapidamente ipotiroidismo è la carenza di cibo.
Molto interessante è altresì la lettura che il dottor Speciani fa della tiroidite di Hashimoto malattia autoimmune. La tiroidite di Hashimoto attiva il sistema immunitario producendo autoanticorpi che bloccano le cellule tiroidee riducendo la produzione di ormone: la visione medica classica è quella di considerare la tiroidite di Hashimoto una tra le cause primarie dell’ipotiroidismo.
Speciani, contrariamente, sostiene che si tratta invece di una conseguenza cioè della risposta dell’organismo che usa tutte le risorse di cui dispone (quindi anche la produzione di autoanticorpi) per rallentare la velocità di un’automobile (tiroide) che sta andando troppo forte in relazione alle risorse (cibo) di cui dispone.
In altre parole, se diventa cronica la carenza di nutrimento che spinge l’ipotalamo a rallentare il meccanismo per risparmiare l’energia, il corpo si trova ad utilizzare qualunque arma a disposizione pur di rallentare la macchina, compresa la produzione di autoanticorpi contro la tiroide stessa.

Le cause del malfunzionamento tiroideo sono molteplici e collegate allo stile di vita: l’alimentazione, lo stress continuato, forti shock o traumi, riattivazioni virali, microbiota in squilibrio, tossine ed interferenti endocrini, ma di sicuro intraprendere un corretto stile nutrizionale antinfiammatorio, ricco di verdura, frutta a basso indice glicemico, grassi sani, semi oleosi, carne, pesce, legumi, cereali in chicco eliminando cibi trasformati, raffinati e ricchi di zuccheri è una strategia vincente per sostenere la tiroide inviandole segnali di nutrimento e di sicurezza.
Unito a questo, è indispensabile assicurare all’organismo una corretta idratazione, abitudini alimentari sane come la masticazione, il dedicare il giusto tempo per il pasto, l’alimentarsi nei giusti tempi nella giornata, il tenere sotto controllo lo stress, avere un ritmo sonno-veglia equilibrato, dedicarsi a un costante ma moderato movimento fisico, assumere un’integrazione naturale mirata con vitamine, sali minerali ed antiossidanti.

Sono strategie imprescindibili anche a sostegno della terapia farmacologica in atto che potrebbe, nel tempo, essere ridotta in accordo con lo specialista medico mano a mano che, modificando lo stile di vita con il supporto di un professionista esperto, la tiroide riceve il corretto stimolo di riequilibrio, di nutrimento e di sicurezza.
Fonte: Speciani, L. “Vivere senza problemi alla tiroide”, Tecniche nuove, Milano, 2017
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